di Nuovo… NOVELLO

L'attesa festa di San Martino è giunta alle porte e se “ a San Martino ogni mosto diventa vino ”, allora sia….. vino novello .

Già da tempo le nostre cantine sono in fermento per realizzare dei buoni novelli che possano esaltare il gusto di primi piatti ricchi di personalità, zuppe di legumi, i sapori di funghi e castagne.

Con un'insegna appiccicata sulla vetrata d'ingresso, una famosa enoteca di Milano scrive a chiare lettere da anni “ qui non si vende vino novello ”: dovremmo chiedergli il perché!!!

Il vino novello che cede freschezza al palato, una leggera e briosa trasparenza nel colore, un bouquet tipicamente fruttato, non bisogna essere degli esperti intenditori per apprezzarlo appieno ma certamente dei curiosi per avvicinarsi e conoscerlo meglio.

Certo, non va confuso il vino nuovo con il novello , confusione che a volte si ingenera, essendo il nuovo un vino appena nato e che necessita di un periodo di affinamento più o meno ampio per acquisire una propria armonia mentre il novello è un vino ottenuto da una specifica vinificazione chiamata macerazione carbonica , un metodo ideato da alcuni ricercatori francesi nel 1934 e che conferisce al vino intensi e particolari profumi.

Appena vendemmiati, interi grappoli di uva vengono sistemati in apposite vasche che saturate di anidride carbonica saranno poi richiuse per 7/20 giorni affinché l'uva non entri a contatto con l'aria, a una temperatura di circa 30°.

Il processo che si determina inizia a gonfiare gli acini che inizieranno quasi a scoppiare mentre la parte di uva sul fondo della vasca, con la pressione di quella soprastante, rilascia mosto che inizia a fermentare, creando alcool e anidride carbonica.

Successivamente, con la pigiatura dell'uva e la macerazione del mosto per un breve tempo di 2/3 giorni, ecco il novello pronto da imbottigliare, con un bouquet fruttato che ricorda bacche rosse, lampone, sentori floreali, un vino giovane che ben accompagna le sapide pietanze autunnali e può essere acquistato a partire dal 6 di novembre, per fare buona compagnia al più simile Beaujolais Nouveau , prodotto in Francia nella medesima zona.

Il vino novello si presenta al palato con una quantità di tannini molto bassa, in modo da essere apprezzato più facilmente e acquisire maggiore o minore struttura a seconda delle percentuali di vino novello e vino nuovo con le quali si presenta alla degustazione.

Per legge, un vino può denominarsi novello quando presenta una quantità di uva vinificata per macerazione carbonica pari al 30% mentre il resto del vino è ottenuto con metodo tradizionale.

La produzione del novello spazia un pò in tutt'Italia, isole comprese, e da noi in Salento Negroamaro, Malvasia nera, uva di Troia, Montepulciano sono gli uvaggi con cui le cantine producono il vino novello.

Vecchia Torre , Conti Zecca , Cantele , Leone de Castris , Valle dell'Asso , Petrelli sono solo alcune delle cantine salentine che si affacciano sul mercato producendo ottimi novelli.

Una di queste che ha ottenuto un buon risultato è senz'altro l'Azienda Vinicola Petrelli, che ha prodotto il Nuovo , solo in 1500 bottiglie, ottenuto completamente per macerazione carbonica di uve negroamaro e Montepulciano, si presenta con un colore violaceo intenso e un fresco sentore floreale.

Vincenzo Rotino